«Come accaduto qualche mese fa per il palazzo di Lungotevere Flaminio, anche il crollo che si è verificato nella zona di Ponte Milvio pone interrogativi stringenti sullo stato del patrimonio edilizio della città di Roma. Ovviamente spetterà alla magistratura, con il supporto di esperti e tecnici, fare luce sulle cause che hanno portato al cedimento strutturale dell'edificio. Un fatto è certo: in questi casi risulterebbe preziosissima l'analisi del fascicolo di fabbricato, in modo da ricostruire la successione di tutti gli interventi che sono stati realizzati all’interno dello stabile dalla sua costruzione ad oggi. L'abolizione dell'obbligatorietà di tale documento, ancora una volta, si conferma una scelta miope e avventata».

Roma, 13 luglio 2016 – «I nuovi dati sul consumo del suolo in Italia diffusi dall’Ispra fanno comprendere meglio di qualsiasi discorso quanto ci sia ancora da lavorare sul fronte della protezione dell’ambiente nel nostro Paese. Un territorio di 23.000 chilometri quadrati, vale a dire l’equivalente dell’intera regione Toscana, è ormai irrimediabilmente cementificato e impermeabilizzato. Un’enormità. Quasi il 30% del suolo consumato si trova in aree a pericolosità idraulica, il 23% in zone in cui è probabile che possano verificarsi delle frane, il 12% addirittura in località in cui il rischio sismico è alto o molto alto. 

Il cemento ha ormai invaso più del 20% della fascia costiera italiana, praticamente la lunghezza di tutto il litorale della Sardegna. Nemmeno ci si può consolare del fatto che i ritmi di consumo del suolo siano calati rispetto al passato: più che merito di una consolidata coscienza ambientalista, è soprattutto il segno che si è andati talmente oltre negli abusi che le porzioni di terra da conquistare, per così dire, ormai scarseggiano».

Nelle Marche il settore ha favorito una spesa di 2 miliardi di euro nell'ultimo biennio

La prima, positiva, esperienza di “Riabita” è stato il punto di partenza del lavoro che c'è dietro la seconda edizione del “Salone dell’abitare”, in programma a novembre nei padiglioni espositivi del Fermo Forum. La macchina organizzativa è in moto da tempo e i prossimi mesi saranno di grande fermento. Ma qual è il senso di questo progetto, mirato allo sviluppo economico del territorio marchigiano? Lo abbiamo chiesto all'ideatore Marco Crescenzi, titolare della società “Service Promotion” di San Severino Marche.

Migliorare il benessere biofisico dell’uomo, del mondo animale e di quello vegetale, nel pieno rispetto e mantenimento dell’armonia della natura è l’obiettivo principale che si è prefissata Freebioenergy, team specializzato nella rigenerazione energetica dell’acqua.

Freebionergy offre soluzioni avanzate a problemi tecnici grazie ad una sapiente alleanza con le risorse energetiche naturali dell’ambiente.

L’azienda è specializzata nel trattamento delle acque, sia per uso domestico che per strutture ricettive ed industriali. Freebioenergy produce e vende Quantum, un gioiello tecnologico multifunzionale per il trattamento dell’acqua che utilizza esclusivamente energie naturali e che è il risultato di numerose esperienze sul campo e collaborazioni attive con alcune Università italiane e con il CNR-ISPA condotte da Paolo Renati Ingegnere e Scienziato dei Materiali, Responsabile Ricerca e Sviluppo, esperto di Fisica della Materia, specializzato in Fisica e Chimica-fisica dell'Acqua entro l’Elettrodinamica Coerente e la Teoria Quantistica dei Campi. 

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