Primo trimestre 2015: riparte l'export di marmi e tecnologie lapidee italiani

Aumento a doppia cifra per gli ordinativi all’estero di macchine e attrezzature di lavorazione (+18,6%). Bene anche le vendite di materiali lavorati e grezzi (+3,2%). In tre mesi esportazioni per oltre 676 milioni di euro di controvalore.  Stati Uniti e Germania si confermano i mercati di riferimento per la filiera lapidea made in Italy.

Verona, 21 luglio 2015 – L’industria del marmo italiano torna a crescere sui mercati internazionali. Dopo il consolidamento dei risultati nel 2014, il primo trimestre del 2015 segna una ripresa delle esportazioni. A guidarla, il balzo in avanti del 18,6% nelle vendite all’estero di tecnologie per la lavorazione e l’estrazione dei materiali lapidei che raggiungono 260 milioni di euro di controvalore. Sempre in positivo rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente, anche l’export di marmi, graniti e pietre naturali, che, tra prodotti lavorati e grezzi, registra un aumento del 3,2 per cento, grazie a 416,6 milioni di euro di ordinativi da oltreconfine.

 

A certificare i risultati è il primo rilievo statistico parziale del 2015 sull’andamento del settore lapideo nazionale, compilato su base Istat dall’Osservatorio di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale per la filiera della pietra naturale, la cui 50ª edizione è in programma a Veronafiere, dal 30 settembre al 3 ottobre 2015, e dal Centro Studi Confindustria Marmomacchine, l’Associazione nazionale di riferimento per il comparto lapideo e delle tecnologie complementari.

Materiali lapidei lavorati e grezzi: dettaglio export/import Italia – primo trimestre 2015

Sul totale di 416,6 milioni di euro (+3,2%) registrato dall’export di materiali lapidei, da gennaio a marzo 2015, ancora una volta è il valore aggiunto dei prodotti lavorati made in Italy a conquistare i buyer stranieri, con 332 milioni di euro (+3,9%) di controvalore. La parte restante delle esportazioni è costituita, infatti, da pietre e blocchi grezzi che raggiungono gli 84,5 milioni di euro (-2,6%). Si tratta di un segnale confortante per il settore, che aveva chiuso il 2014 con un sostanziale pareggio rispetto ai valori del 2013 (+0,2% l'aumento su base annua, dopo tre anni di crescita sostenuta).

Scendendo nel dettaglio dei mercati di destinazione dei materiali lavorati, nei primi tre mesi del 2015 resta stazionario l'export verso l'Europa (133,9 milioni di euro/-0,2%), con Germania (31,8 milioni di euro/+7,8%), Svizzera (19,5 milioni di euro/-8,7%) e Regno Unito (17,2 milioni di euro/+14,2%) che assorbono la maggior parte degli ordinativi. In diminuzione, invece, le esportazioni verso l’Est Europa (28,1 milioni di euro/-10,1%), dove tuttavia è in controtendenza il dato della Russia, che si conferma primo buyer dell'area (9,6 milioni di euro/+3,9%).

Miglior sbocco extra-europeo resta sempre quello nordamericano, con in testa gli Stati Uniti (88,4 milioni di euro/+2,8%), seguiti dal Canada (9,1 milioni di euro/-7,7%), mentre risulta in leggero calo il trend in Medio Oriente (47,3 milioni di euro/-3,4%), con Arabia Saudita (16,2 milioni di euro) ed Emirati Arabi a sostenere la domanda (12,4 milioni di euro).

India e Cina, anche in questo inizio 2015, restano i principali compratori di pietre grezze italiane, rispettivamente, con 22,6 milioni di euro (+31,2%) e 20,2 milioni di euro (-13,9%) di importazioni dal nostro Paese.

Nei primi tre mesi dell'anno, aumentano anche le importazioni totali italiane che mostrano una crescita del 9,1 per cento, con 99,5 milioni di euro: 72,9 milioni di euro rappresentati da materiali grezzi (+5,7%) e i restanti 26,6 milioni di euro da lavorati (+19,7%).

«I numeri positivi di questo primo trimestre – commenta il Presidente di Veronafiere, Ettore Riello – rappresentano il miglior viatico all’anniversario del 50° Marmomacc, a Veronafiere dal 30 settembre al 3 ottobre prossimi. Come si evince dai dati, l’export resta fondamentale per lo sviluppo di questo settore che trova in Marmomacc la più importante piattaforma b2b e di formazione per tutti gli operatori del settore. Grazie all’incoming di buyer da più di 140 nazioni, alle iniziative messe in campo con il Piano straordinario per il made in Italy del Ministero dello Sviluppo economico e alla partnership con Confindustria Marmomacchine, contiamo che l’edizione 2015 della manifestazione possa aiutare le aziende italiane a consolidare ulteriormente questi buoni risultati di inizio anno e aumentare l’internazionalità del loro business».

È improntato all'ottimismo anche il giudizio del Presidente Onorario di Confindustria Marmomacchine, Flavio Marabelli: «Nel complesso, l’intera filiera lapidea italiana, tra materiali e macchine, rimane uno dei comparti industriali di riferimento per il nostro Paese – afferma –. Questo grazie ad un valore delle esportazioni che, nel 2014, ha sfiorato in totale i 2,9 miliardi di euro, pari a quasi il 75% della produzione, e con un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,5 miliardi. Le tendenze emerse in questo primo scorcio del 2015, soprattutto in riferimento al buon andamento di alcuni dei mercati più rilevanti per l'export settoriale, offrono utili indicazioni sulle capacità di tenuta dell'industria tecno-marmifera nazionale, che negli ultimi anni è stata capace di mantenere e, per quanto concerne le tecnologie, addirittura di superare, i livelli di export precedenti il 2008».

Tecnologie, macchine e attrezzature settore lapideo: dettaglio export Italia – primo trimestre 2015

Riguardo al comparto delle tecnologie, che aveva chiuso il 2014 con un più contenuto +1,7 per cento, nel primo trimestre 2015, i costruttori italiani hanno esportato macchine e attrezzature per l’estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei per un valore complessivo pari a 268 milioni di euro, con un incremento del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2014.

 

A guidare la ripresa di questo importante segmento del made in Italy sono principalmente i mercati extra UE, con gli Stati Uniti che si confermano al primo posto tra le destinazione delle esportazioni settoriali, con ordinativi per 34 milioni di euro (+86% rispetto al 2014). Segue al secondo posto la Turchia (23 milioni di euro/+1,8%) e al terzo il Brasile (21,3 milioni di euro/+88,2%). Primo mercato europeo si conferma la Germania, quarta a livello generale con 18,2 milioni di euro di importazioni (+29,3%).

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