Migliorare il benessere biofisico dell’uomo, del mondo animale e di quello vegetale, nel pieno rispetto e mantenimento dell’armonia della natura è l’obiettivo principale che si è prefissata Freebioenergy, team specializzato nella rigenerazione energetica dell’acqua.

Freebionergy offre soluzioni avanzate a problemi tecnici grazie ad una sapiente alleanza con le risorse energetiche naturali dell’ambiente.

L’azienda è specializzata nel trattamento delle acque, sia per uso domestico che per strutture ricettive ed industriali. Freebioenergy produce e vende Quantum, un gioiello tecnologico multifunzionale per il trattamento dell’acqua che utilizza esclusivamente energie naturali e che è il risultato di numerose esperienze sul campo e collaborazioni attive con alcune Università italiane e con il CNR-ISPA condotte da Paolo Renati Ingegnere e Scienziato dei Materiali, Responsabile Ricerca e Sviluppo, esperto di Fisica della Materia, specializzato in Fisica e Chimica-fisica dell'Acqua entro l’Elettrodinamica Coerente e la Teoria Quantistica dei Campi. 

La presenza di pietre e marmi nel design italiano, anche se meno conosciuta rispetto a quella di altri materiali, ha una storia prestigiosa sia per il livello delle personalità che hanno contribuito alla vicenda progettuale e creativa, sia per il significativo sforzo imprenditoriale delle aziende che hanno realizzato i prodotti.

Dagli anni ‘60 a oggi, numerosi oggetti di marmo, divenuti icone nel panorama internazionale, sono stati inseriti nei cataloghi delle più rinomate marche italiane di design con la firma di autori prestigiosi come Tobia Scarpa, Gae Aulenti, Angelo Mangiarotti, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Sergio Asti, Sottsass Associati, Michele De Lucchi, Mario Bellini, Enzo Mari, Karim Rashid, Zaha Hadid, Alessandro Mendini, Antonia Astori, Paolo Ulian, Claudio Silvestrin, Raffaello Galiotto e altri, tutti facenti parte della celebrata scuola italiana di progettisti che costituisce uno dei pilastri del Made in Italy nel mondo.

Sin dalle sue origini nei primi anni Ottanta Edilteco propone soluzioni innovative frutto di una ricerca sempre un passo avanti che nell’idioma peculiare di un’edilizia bioecologica riconosce la propria lingua madre. Consapevole di quanto gli edifici di antica generazione meritino la medesima attenzione delle attuali costruzioni, Edilteco pone la propria esperienza e competenza tanto al servizio del nuovo quanto di un puntuale retrofit energetico e acustico degli edifici esistenti. Frontiera in buona parte inesplorata della bioedilizia, la riqualificazione dell’hic et nunc – sempre in un’ottica olistica e responsabile la cui priorità è il bene comune - per l’azienda di San Felice sul Panaro rappresenta un vero e proprio progetto sociale. Un progetto conforme alla filosofia di cui si alimenta FUTUREBUILD MEETING, evento formativo promosso da Keymedia Group, Centro Ricerche Architettura Energia dell’Università degli Studi di Ferrara, Gren Building Council Italia che, itinerante, in questo 2016 terrà banco in 6 regioni italiane (Lazio, Piemonte, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia). Un’opportunità imperdibile sia per i progettisti che potranno contare su uno strumento di aggiornamento professionale dall’alto valore aggiunto, sia per tutte quelle imprese che di una ricerca all’avanguardia volta a garantire efficienza energetica e comfort hanno fatto prima ragion d’essere. Tra queste Edilteco che sarà protagonista a Verona il 17 e 18 maggio. Qui nella splendida cornice del Chervò Golf & Sport San Vigilio (uscita casello Sirmione) paradiso per i golfisti firmato dall’architetto Kurt Rossknecht nonché luogo ameno che persino nei momenti di maggior impegno lavorativo offre a chiunque momenti di sereno relax, sarà compito di Corrado Borghi, geometra e direttore commerciale Edilteco, indicare la strada verso un futuro sostenibile anche, e soprattutto, in termini edili.  Un futuro che di fatto può e deve essere già presente. Titolo dell’intervento: Energia e rumore quasi zero. Isolare termicamente e acusticamente unendo le prestazioni alle nuove esigenze della committenza.  “Il tema della sostenibilità applicata agli edifici si può valutare da due punti di vista connessi tra loro. Da una parte infatti è opportuno prendere in considerazione l’impatto che la costruzione e gestione dell’edificio avrà sull’ambiente nella sua interezza, dall’altra occorre scendere nel dettaglio delle tecnologie che costituiscono l’edificio stesso . In che modo? Analizzando l’impatto ambientale delle sue componenti e quindi qualsivoglia materiale impiegato nella costruzione. La valutazione di sostenibilità di un prodotto è complessa anche perché contempla l’intero ciclo di vita, dalla materia prima alla dismissione del prodotto finito, ovvero – puntualizza Borghi -  “dalla culla alla tomba”. Le soluzioni messe in campo da Edilteco soddisfano i criteri dei protocolli di sostenibilità ambientale e sono utili all’ottenimento di punteggi e di crediti Leed e Itaca”. Pioniera nella ricerca applicata al tema del recupero edilizio sia in termini di isolamento termico sia sul fronte della tutela acustica, Edilteco  offre infatti prodotti a basso impatto ambientale dalla posa facile, veloce, sicura, pulita. “Se un tempo era il trinomio prodotto-prestazione assoluta- prezzo a segnare la differenza, oggi il valore aggiunto è dato dalla minore invasività realizzativa unita alla velocità di risposta e al risultato finale in opera”, spiega il relatore  Edilteco. Per poi aggiungere: “Le soluzioni devono dunque essere multifunzionali e vantare modalità applicative semplici e veloci. Devono inoltre scongiurare l’insorgenza di polvere e rumori nonché prevedere l’uso di attrezzature poco ingombranti e poco energivore”.

Soluzioni integrate e sostenibili per il riscaldamento.

Integrazione, efficienza e sostenibilità: sono le parole chiave della ricerca Chaffoteaux, marchio francese leader nei sistemi multi-energia per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Le novità 2016 si focalizzano su soluzioni ibride per il comfort domestico.

Come la linea Chaffoteaux Hybrid che unisce la tecnologia green della pompa di calore a quella di una caldaia a condensazione sfruttando l'energia presente nell'aria: una risorsa inesauribile!

Oltre il 70% del fabbisogno di riscaldamento può essere infatti soddisfatto dalla pompa di calore mentre la caldaia entra in funzione solamente nei periodi più freddi.

Contro il dissesto idrogeologico vitali demolizioni e stop cementificazione

Roma, 2 marzo 2016 – «Il rapporto sul dissesto idrogeologico presentato dall’Ispra certifica che ci troviamo di fronte al classico punto di non ritorno. Quasi il 90% dei Comuni italiani è a elevato rischio di frane e alluvioni e addirittura sette regioni e cinquantuno province presentano un territorio a totale pericolosità idraulica. Ben sette milioni di persone potrebbero trovarsi da un momento all’altro in condizioni di estrema insicurezza a fronte di fenomeni meteorologici di intensità leggermente superiore al normale, cosa che ormai si verifica con preoccupante frequenza. Non si tratta di fare allarmismo, ma di prendere coscienza della necessità di invertire finalmente la tendenza: per farlo bisogna necessariamente passare per lo stop della cementificazione selvaggia del territorio, l’inasprimento dei vincoli paesaggistici e ambientali, l’avvio di una seria campagna di demolizioni di ciò che è stato costruito in spregio delle leggi e del buon senso».

Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.

«L’incremento della sensibilità collettiva sulle tematiche ambientali per il momento ha prodotto poco più che belle parole e buoni propositi – spiega Simoncini –. Tutti gli indicatori, infatti, testimoniano come fenomeni quali l’abusivismo edilizio e il consumo del suolo non accennino ad arrestarsi ma siano addirittura in aumento, al pari della progressiva scomparsa dei paesaggi rurali e della dispersione urbana. Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non hanno perseguito politiche di riqualificazione dell’esistente, ma tendono senza sosta a svilupparsi verso l’esterno, erodendo porzioni sempre più vaste di territorio e creando periferie e frazioni prive dei necessari requisiti di sicurezza: argini per fiumi e torrenti, canali di scolo per la pioggia, impianti idrovori, consolidamento della piantumazione. I Comuni lamentano la scarsità di denaro da destinare alla messa in sicurezza del proprio territorio, ma allo stesso tempo non evadono istanze di condono edilizio vecchie di trent’anni che darebbero loro risorse finanziarie fondamentali. Ci sono sistemi innovativi che garantiscono trasparenza e certezza dei tempi nell’espletamento delle pratiche: si sani ciò che non nuoce alla collettività, incassando le spettanze e investendo nella realizzazione di infrastrutture e servizi, e si proceda alla demolizione di tutti i manufatti che possono costituire un pericolo per i cittadini». 

 

L'adozione del BIM nella filiera del cemento e del calcestruzzo

Corso di formazione FEDERBETON in collaborazione con INGENIO

Milano - 23 Marzo 2016 - presso ASSOLOMBARDA - Sala Falck, Via Chiaravalle, 8

Federbeton organizza per il prossimo 23 marzo a Milano il seminario formativo dal titolo "BIM: istruzioni per l'uso. L'adozione del BIM nella filiera del cemento e del calcestruzzo”.

In molti Paesi il BIM, ovvero la digitalizzazione dei processi e delle informazioni sulla progettazione e costruzione di un'opera, è già realtà. In Italia il percorso è ormai avviato in maniera irreversibile.

Per il settore delle costruzioni e quindi anche per la filiera del cemento e del calcestruzzo sarà una vera e propria rivoluzione: una grande occasione per chi si mostrerà pronto o una terribile barriera per chi non saprà stare al passo.

Le più importanti Aziende, proprio per la loro presenza in ambito internazionale, hanno già iniziato il loro processo di analisi e preparazione. Federbeton, con l'intenzione di dare un supporto concreto a tutte le Aziende - soprattutto a quelle di medio/piccola dimensione - della filiera, ha voluto realizzare un primo seminario specialistico formativo.

Il corso sarà aperto dall'ing. Pietro Baratono, che oltre a ricoprire il ruolo di Provveditore delle Opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna è anche il componente italiano del Bim Task Group europeo. Seguiranno poi interventi tecnici, con l'obiettivo di accompagnare i partecipanti ad acquisire le informazioni di base relative al BIM e alla sua applicazione all'interno delle Aziende della filiera.

L'appuntamento è a Milano presso la sede di Assolombarda - via Chiaravalle, 8 - il 23 marzo p.v.

Per tutti i dettagli sul programma e sulle modalità di partecipazione si rimanda alla locandina.

Con Habito Forte il cartongesso è cambiato. Per sempre.

Habito Forte rivoluziona il mondo dei sistemi a secco, proponendosi come la soluzione più performante tra le lastre in gesso rivestito. Grazie alle sue caratteristiche innovative e alle straordinarie performance tecniche è infatti in grado di eguagliare le prestazioni offerte dalle tradizionali lastre in gesso fibrato, riconosciute comunemente come la migliore soluzione disponibile.

Le lastre Habito Forte si adattano alle necessità di ogni ambito costruttivo, sia per il mercato "residenziale", storicamente legato a sistemi più tradizionali, sia per tutti gli ambiti del settore "terziario", come nel caso di scuole e ospedali, regolamentati da stringenti prescrizioni normative. Pur possedendo elevate caratteristiche e prestazioni meccaniche, mantiene la stessa lavorabilità, in termini di taglio, avvitatura e finitura, di una normale lastra in gesso rivestito standard.

L’imbattibile portata ai carichi e la resistenza agli urti senza precedenti fanno di Habito Forte una soluzione straordinariamente innovativa. Con una normalissima vite da legno truciolare sarà possibile, per la prima volta su una lastra di cartongesso, appendere carichi fino a 30 kg, rendendo così facile per chiunque, con semplici operazioni, installare mensole, pensili, supporti per TV e molto altro ancora, anche senza l’utilizzo di strumenti meccanici, fino ad ora assolutamente impensabile. Una vera rivoluzione che renderà possibile l’utilizzo del cartongesso anche in situazioni che fino ad oggi non lo permettevano.

Non è tutto, anche altre caratteristiche rendono straordinaria questa innovazione di Saint-Gobain Gyproc: l’alto grado di sicurezza contro le effrazioni, l’elevata resistenza al fuoco e le prestazioni di isolamento dei sistemi in cui le lastre Habito Forte sono installate, senza mai dimenticare anche il risultato estetico grazie alla speciale carta dalla colorazione particolarmente bianca della faccia a vista.

A venticinque anni dall’avvio della prima linea di produzione di lastre in cartongesso, Saint-Gobain Gyproc conferma il costante impegno verso l’innovazione nella ricerca di prodotti all’insegna della sostenibilità e del comfort abitativo. Habito Forte difatti non contiene formaldeide e altre sostanze dannose per la salute, in quanto adotta i più alti standard europei nella regolamentazione del livello di emissione di composti organici volatili - classificazione A+. Infine, è prodotto in Italia con materiali di origine naturale, primo fra tutti il gesso, che durante il processo di trasformazione emette in atmosfera soltanto vapore acqueo allo stato gassoso.

…Continuate pure a chiamarlo cartongesso!

 

 

 

 

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